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Eclettica

Eclettica capitolo XXXV:
 
La madre di Garp, Jenny Fields, fu arrestata a Boston nel 1942 per aver ferito un uomo, in un cinema.Ciò avvenne poco dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor e la gente era, allora, molto tollerante nei confronti dei militari – poichè tutti, d’un tratto, era andati soldati – ma Jenny Fields, dal canto suo, era decisa a non tollerare il comportamento degli uomini in genere e in specie dei soldati.
 
Questo era l’incipit tratto da: "Il mondo secondo Garp" di John Irving 
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Eeclettica

Eclettica capitolo XXXIV:
 
La trovai sul divano. I capelli sciolti e scarmigliati le nascondevano la faccia. La testa era piegata sui cuscini in posizione innaturale. Le gambe puntavano verso il soffitto, nude e bianche, scoperte dalla gonna rovesciata intorno ai fianchi. Spalancai la bocca e escamai:
– Marina, cosa diavolo fai messa a quel modo?

 

Questo era l’incipt tratto da: " Il silenzio dei chiostri" di Alicia Gimenez-Bartlett 


 
 
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Eclettica

Eclettica capitolo XXXIII:
 
Questa volta non c’era più speranza per lui: era il terzo attacco. Ogni sera passavo davanti alla sua casa (eravamo in tempo di vacanze) e scrutavo il quadrato di luce della finestra: ed ogni sera lo trovavo sempre illuminato allo stesso modo, debolmente ed ugualmente. Se fosse morto – pensavo – vedrei il riflesso delle candele sulle imposte scure, poiché sapevo che ai morti si soleva mettere due candele, ai lati della testa.
 
Questo era l’incipit tratto da: "Gente di Dublino" di James Joyce
 
 
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eclettica

Eclettica capitolo XXXII:
 
Dove sono oggi i Pequot? Dove sono i Narragansett, i Mohicani, i Pokanokei e molte altre tribù del nostro popolo, un tempo potenti? Essi sono scomparsi a causa della cupidigia e dell’oppression dell’Uomo Bianco, come neve al sole d’estate.
Ci lasceremo distruggere a nostra volta senza lottare, rinunceremo alle nostre case, al nostro paese assegnatoci in eredità dal Grande Spirito, alle tombe dei nostri morti e ogni cosa che ci è cara e sacra? Sono certo che griderete con me: <MAI! MAI!>.
 
Questo era l’incipit di: "Seppelite il mio cuore a Wounded Knee" di Dee Brown
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Eclettica

Eclettica capitolo XXXI:
 
Io, Doris Weatherwall, sto diventando una persona odiosa, snob, o semplicemente acida. In gran parte è perchè ho fatto quello che non avrei dovuto fare (cominciando una relazione con un poeta-mediocre-e-tuttavia-professore-di-poesia pretenzioso e sessualmente ambiguo) e non ho fatto quello che avrei dovuto fare (andarmene di qui anni fa, con o senza Ph.D. , cominciare ad innamorami dei tipici èrofessionisti sposati e fare disperati tentativi di conoscere qualcuno via Internet, come le mie consorelle di città). Essere una trentenne single in una cittadina universitaria del Midwest è un pò come un episodio prolungato di "Sex and the City" senza il sesso e senza la città. Naturalmente è possibile fare sesso nel Midwest, così com’è possibile guidare due ore per raggiungere Louisville o Indianapolis, ma in entrambi i casi non ne vale la pena.
 
Questo era l’incipit tratto da: "Vite in bianco e nero" di Grace Grant
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Eclettica

Eclettica capitolo XXX:
 
Il primo giorno di sole fece evaporare l’umidità accumulata sulla terra dai mesi invernali e riscaldò le fragili ossa degli anziani, cui fu possibile passeggiare lungo i sentieri ortopedici del giardino. Solo il melanconico se ne rimase a letto, perché era inutile portarlo all’aria aperta se i suoi occhi vedevano solo i propri incubi e le sue orecchie erano sorde allo schiamazzo degli uccelli. Josefina Bianchi, l’attrice, vestita col lungo abito di seta che mezzo secolo prima aveva indossato per declamare Checov, reggendo un parasole per proteggersi l’epidermide di porcellana screpolata, avanzava lentamente fra i cespugli che ben presto si sarebbero ricoperti di fiori e di api.
 
Questo era l’incipit tratto da: "D’amore e Ombra" di Isabel Allende
 
 
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Eclettica

Eclettica capitolo XVIX:
 
Avrei desiderato che mio padre o mia madre, o meglio tutti e due, giacché entrambi vi erano ugualmente tenuti, avessero badato a quello che facevano, quando mi generarono. Se avessero debitamente considerato tutto quanto dipendeva da ciò che stavano facendo in quel momento: – che non solo stavano per dar la vita ad un essere ragionevole, ma che per avventura la felice costituzione e temperie del suo corpo, forse il suo genio e la forma stessa del suo spirito, e, checché ne sapessero in contrario, fin le fortune di tutta la sua casa avrebbero potuto subir l’influsso degli umori e delle disposizoni prevalenti in quell’istante; – se essi avessero debitamente soppesato e valutato tutto ciò, ed agito in conseguenza, sono fermamente persuaso che io avrei fatto al mondo una ben diversa figura da quella in cui forse apparirò al lettore.
 
Questo era l’incipit tratto da: "La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo" di Laurence Stern.
 
 
 
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Eclettica

Ec lettica capitolo XVIII:
 
Non avevo mai sognato prima il mio amico e al vederlo mi è parso strano che fosse ancora vivo. Aveva l’aspetto di sempre, fuorché per quell’orbita vuota
Non sei mortoì? Gli ho chiesto.
Stavo per farlo, mi ha detto, ma a trattenermi è stata la mia voce.
 
Questo era l’incipit tratto da:"Gli amanti fiamminghi" di P. Mauresing
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Eclettica

Eclettica capitolo XVII:
 
Carcere di….
Distretto penitenziario n.45.
Reporto del Direttore, dr Alphonse Berenger.
23 nov. c.a.
All’attenzione dell’Ufficio del Procuratore Generale J.B.Marin

Oggetto: CONFIDENZIALE.

Gentile signor Marin,
mi permetto di scriverLe per segnalare lo strano caso di un detenuto.
Il soggetto in questione è il numero di matricola RK-357/9. Ormai ci riferiamo a lui solo in questo modo, visto che non ha mai voluto fornire le proprie generalità.
Il fermo di polizia è avvenuto il 22 ottobre. L’uomo vagava di notte – solo e senza vestiti – in una strada di campagna nella regione di ….. .
Il confronto delle impronte digitali con quelle contenute negli archivi ha escluso il suo coinvolgimento in precedenti reati o in crimini rimasti irrisolti. Tuttavia il reiterato rifiuto a rivelare la propria identità, anche davanti a un giudice, gli è valso una condanna a quattro mesi e diciotto giorni di reclusione.
Questo era l’incipit tratto da: "Il suggeritore" di Donato Carrisi
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